D'accordo, in quest'annata di crisi l'unico "+" riscontrato è quello della pubblicità on line.
C'è chi ha urlato al miracolo.
Non io, dato che partivamo dallo zero assoluto e fare peggio sarebbe stato praticamente impossibile.
E poi bisognerebbe riflettere bene su quel segno.
Corrisponde anche ad un aumento della qualità dei lavori sul Web o significa semplicemente che è cresciuto il numero di banner insulsi e siti in Flash?
La risposta è da leggersi tra le righe degli
Interactive Key Award, che hanno decretato vincitore Brunetta.
Sì, proprio quel Brunetta.
Direi, quindi, di aspettare ancora un po' ad essere così fiduciosi in Internet.
Soprattutto perché le prime a svalutarlo, in questo momento, sono le aziende.
E hanno tre buoni motivi per esserne deluse.
Proviamo a fare un gioco e immaginiamoci cosa sentiremmo, probabilmente, se riuscissimo a leggere nella mente del loro management.
E a mettere quei pensieri sul podio dei più diffusi.
3°
"- - - Pensavo che per "conversazione Web 2.0" si intendesse un continuo elogiare l'azienda. Invece c'è pure chi la critica. - - - I commenti negativi non fanno bene al mio brand, non li voglio. - - - Non voglio più la conversazione, voglio solo che la gente ascolti quello che ho da dir loro nelle pubblicità e ci creda. Incondizionatamente e senza star lì a ragionarci sopra."
2°
"Credevo che fosse gratuito, o quasi. Dai, Facebook, Twitter... Sono cose divertenti, per passare il tempo! Volevo cavarmela con poco. Invece mi sa che se vuoi il lavoro fatto per bene, devi pagare..."
1°
"Ma, come, non ci guadagno nulla?! Voglio soldi, soldi, SOLDI! Ma non arrivano. Cosa? Ci guadagno in pubbliche relazioni? Per quello pago già profumatamente un'intera agenzia!"